Analisi online, questa sconosciuta!

Ho pensato molto a questo post, in questo periodo più che mai la psicoterapia online è diventata una necessità, ed è proprio ultimamente che diversi colleghi mi contattano per chiedermi un approfondimento rispetto all'argomento. Dunque, eccomi qui.  

In primo luogo ritengo opportuno specificare che si tratta di un metodo diverso e quindi, a mio parere, poco adatto ad essere paragonato all'approccio ortodosso dello studio e del lettino.


Ma vediamo in concreto quali sono le domande più frequenti che mi sono sentita chiedere:


  1. In analisi online è sufficiente aprire il pc, connettersi a Skype e attendere che la persona dall'altra parte chiami: si perde il lavoro mentale del pre e post seduta...in analisi in studio c'è tutta una preparazione nell'uscire di casa e andare in studio. Non ti perdi questo?

Prima di fare analisi online sono stata in psicoterapia 3 anni in studio e posso affermare con sicurezza che non ho sentito questa differenza, da questo punto di vista. Mi spiego meglio: concordo che il momento pre e post terapia sia un momento di mentalizzazione, di riflessione in cui si cerca di digerire quanto è avvenuto in seduta, ma credo anche che questo spazio avvenga nella mente dell'analizzato indipendentemente dal fatto se il tragitto che si debba fare per andare o tornare dal terapista sia lungo o se sia sufficiente spegnere il pc.

Quello che faccio io, e che consiglio di fare ai miei pazienti, è di prendersi 10-15 min pre e post terapia per pensare a quanto ci si è detti in seduta.

Periodicamente rifletto con loro di come e se funzioni il lavoro che stiamo facendo e analizziamo i punti deboli che riscontriamo.


2. Non ti sembra di parlare con una macchina, con un robot?


Dipende da come vive ognuno di noi il fatto di doversi approcciare al mondo dell'online, del virtuale. Personalmente sono stata abituata fin da piccola a dialogare con i miei parenti su Skype e ho imparato a sentire l'altro e a coglierne l'emotività nonostante la non presenza fisica (non dico distanza di proposito: si può essere molto vicini anche a più di 5000km). Per coloro che invece non sono abituati ad utilizzare la tecnologia e allo stesso tempo sono reticenti al suo utilizzo in terapia, consiglierei di non farne uso; in qualche modo questo sentimento negativo emergerà con i propri analizzati.


3. Io non riuscirei a fare analisi online, l'alleanza terapeutica si crea?


Assolutamente si! Il mio analista ed io ci vediamo tre volte alla settimana da due anni e tra noi c'è un'intesa quasi spaventosa...lui capisce i miei sospiri, i miei silenzi, i miei sguardi. Capisce perfino quando gli nascondo qualche dettaglio! Ho imparato a fidarmi di lui grazie al suo, come direbbe la Momigliano, ascolto rispettoso. E non sono una persona che si fida facilmente! Insieme a lui mi sento tranquilla ad interfacciarmi con parti di me dolorose, con ricordi di cui avrei preferito mantenere nell'oscurità dell'inconscio; allo stesso tempo grazie alla nostra relazione e alla complicità che si è creata, fremo dalla voglia di conoscermi a fondo.


4. Il vis-à-vis ostacola le libere associazioni quindi l'analisi online non è analisi ma psicoterapia.


Più volte mi sono trovata a discutere con il mio analista rispetto a questo punto; quando mi sentivo dire questa affermazione mi domandavo spesso su quanto fosse vero, se fosse vero e sul perché si pensasse questo. Poi ho capito che, ancora una volta, dipende dallo spirito in cui si sceglie di intraprendere un'analisi online (o di analizzare una persona online). Con il Covid-19 ci si è sentiti quasi obbligati al cambiamento di metodo e Setting, l'alternativa sarebbe stata abbandonare le persone in terapia fino a data da destinarsi. Dunque non si è trattato di una scelta spontanea, pensata e studiata, ma è stata una necessità. Nella mia esperienza da analizzata e psicoterapeuta online, posso dire con fermezza che le libere associazioni, cosi come la rêverie, avvengono tanto quanto in Setting ortodosso. Se le menti dei due personaggi sono in contatto, dialogano e i due inconsci comunicano, non vedo perché il fatto di trovarsi online debba essere un ostacolo. D'altronde anche in studio può succedere che una persona, particolarmente difesa, non si lasci andare alle libere associazioni!


5. Transfert e Controtransfert?


Ancora una volta mi sento di dire, come in studio!

Forse non molti sanno che come diceva Freud, il Transfert è una modalità di relazionarsi agli altri inconscia e in cui inevitabilmente entrano in gioco modalità ed emozioni riferite a persone di riferimento; ad esempio, può accadere che mi comporto con un'amica come se lei fosse mia madre e cosi succede in analisi, anche online!

Il Transfert è un meccanismo automatico ed inconscio, dunque così come avviene nella nostra quotidianità, avviene in seduta online.

6. L'analisi online fa sì che si perdano il corpo, gli odori, gli sguardi, i silenzi pure sono diversi.

Premetto che si, l'analisi online, come dice il termine stesso, è online e dunque è diversa dall'analisi in studio. Quello che però vorrei chiarire è che l'analisi ha come cornice il Setting online o in studio ma l'analisi in sé avviene tra le due menti che dialogano, indipendentemente da dove esse si trovino.

Il corpo: Vorrei citare Claudia Mizrahi, una psicoanalista argentina, la quale compara la differenza tra analisi in studio e analisi online a teatro e cinema. "Al cinema- dice la Mizrahi- quando si spengono le luci e sconnettiamo la psiche dal mondo esterno, la sensazione che resta è di aver vissuto un sogno. A teatro, dove il corpo degli attori è presente, l'intera atmosfera è differente, e ciò che accade influenza gli spettatori- che in qualche modo sono parte della scena- con molta intensità. 

Tuttavia, sia al cinema che a teatro, la capacità di penetrare  nell'animo dello spettatore e fargli sentire la scena dipende da molti fattori che non discriminano i vissuti dei due tipi di spettatori, cinema e teatro sono diversi per i mezzi che utilizzano per far vivere una storia".  

Il silenzio: Che si tratti di analisi per telefono, online o in studio, il silenzio è un elemento fondamentale in quanto permette ad analista e analizzato di prendersi del tempo per pensare. Se è vero che, al telefono, un saluto seguito da un silenzio può essere inteso come un malfunzionamento della linea telefonica, è anche vero che in analisi in studio un silenzio non è sinonimo di "non comunicare" (Carlino, 2010). In analisi online così come in analisi studio, una persona può essere molto presente stando in silenzio e, al contrario, può rifugiarsi dietro a un mare di parole proprio per evitare quei silenzi che, per diversi motivi, possono non essere tollerati dalla persona.

La "presenza"dell'analista diventa evidente attraverso la sua soddisfacente capacità di stabilire contatto e fare interpretazioni, nonostante l'ammontare di parole e silenzi che la persona introduce nella sessione (Carlino, 2010).

Per quanto riguarda la mia esperienza come analizzata, agli inizi accadeva che l'analista rimanesse in silenzio in seguito ad una mia affermazione e questo mi creava spesso ansia, ma sono tutte emozioni elaborate e analizzate nella relazione analitica. 

Dal punto di vista degli sguardi e della comunicazione non verbale, non trovo sensato dire che siano diversi per entrambi i Setting. In analisi online la coppia analitica può scegliere di riprodurre la scena dell'analisi in studio e posizionare la telecamera alle spalle del divano o, ancora, si può decidere che l'analista spenga la sua telecamera così, come accade in studio, l'analista vede l'analizzato ma non viceversa.

Gli odori: Mi fa sorridere quando mi viene specificato che in analisi online si perdono gli odori, mi immagino sempre l'analista che annusa l'analizzato ogni qualvolta entra in stanza! Ho pensato a come siano gli odori dei miei analizzati e devo essere sincera che non ricordo di aver mai fatto caso al loro profumo/odore.

Quindi perché improvvisamente diventa un elemento fondamentale in analisi?

Io credo che abbia a che vedere con il "perdersi" della presenza del corpo e della paura di non poter raggiungere l'altro.

Mettiamo caso, ad esempio, di una persona in analisi online con un esordio psicotico: non potremo sentire l'odore che caratterizza questo tipo di persone però l'aspetto fisico, l'immagine che si presenterà, non sarà curata, propria di una persona che riesce a rendersi conto di quando e quanto curare il suo corpo. Semplicemente si impara ad osservare l'altro con gli altri sensi, non per questo meno importanti. 

Scrive Aryan citando Manguel, a proposito della vicinanza tra due persone anche se fisicamente lontane,

"leggendo le tue parole ho avuto la sensazione di incontrarti ed abbracciarti, nonostante la distanza che ci separa"

7. In analisi classica il lettino aiuta la persona alle libere associazioni; come fai se il lettino dell'analista non c'è il cyber-analisi?


Come ho già precedentemente specificato, l'analisi avviene nella mente di analista e analizzato, il dove è solo la cornice dell'incontro.

L'analizzato, così come in studio, è libero di scegliere se posizionare la telecamera dietro il divano su cui è disteso o se, semplicemente, proporre all'analista di spegnere la sua telecamera, cosicché si riproponga la scena della coppia analitica in studio. Personalmente, non credo che l'esperienza di analizzare in studio e sul lettino sia sostituibile, credo sia importante per un aspirante psicoanalista aver fatto esperienza di una analisi ortodossa, tuttavia il momento analitico in cui le due menti dialogano attraverso i propri inconsci può essere riprodotto anche il cyber-analisi.

8. Come funziona con la Privacy: chi mi garantisce che la piattaforma sia affidabile?


Questo, ahimè, è il tallone d'Achille della cyber-analisi. Mi sono informata a riguardo e purtroppo non esiste, ad oggi, una piattaforma accessibile ad analisti ed analizzati in grado di garantire la totale Privacy, ignorare questo problema sarebbe, come direbbe Freud, una difesa da un trauma fisico, la paura che possa accadere qualcosa di intollerabile nel futuro, che coinvolge una scissione dell'Io (Churcher, 2017). Fondamentale è il Consenso Informato, affinché siano chiari all'analizzato i limiti della terapia online in modo tale da poterli affrontare nell'eventualità in cui si presentino in seduta.


9. Secondo te la cyber-analisi è opportuna per tutti i tipi di pazienti?

 

Assolutamente no! Mi sentirei di affermare che potrebbe essere sconsigliabile per pazienti Psicotici, in primo luogo per la necessità di queste persone di essere seguiti da un'équipe multidisciplinare, in secondo luogo in quanto alcuni problemi di connessione potrebbero essere vissuti come attacchi persecutori, a seconda della gravità e del tipo di Psicosi. 


10. Pensi che l'analisi in studio possa essere sostituita dalla cyber-analisi?


Credo personalmente che i due metodi siano diversi, in certi aspetti si equivalgono ma non credo possano essere sostituibili. Ho letto diversi articoli di Psicoanalisti che utilizzando questo metodo da diverso tempo, i quali sostengono che sia consigliabile alternare l'analisi online all'analisi ortodossa, se ciò non accadesse temo si possa trattare di una qualche resistenza da analizzare con la persona. Personalmente, se l'analista viene in Italia o se io viaggio in Argentina, succede che l'analisi avvenga in studio.



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