La Psicologia al tempo del Coronavirus

#Andràtuttobene è diventato un mantra per affrontare questa situazione al contempo spaventosa, sconosciuta e paradossale. Ci rendiamo conto di ritrovarci a dare un peso differente alla nostra quotidianità e riflettiamo, chi più e chi meno, rispetto alle diverse situazioni in cui siamo portati ad interfacciarci durante la giornata, a chi dobbiamo vedere, a come ci dobbiamo comportare: sarò stato/a poco attenta a me e all'altro? Avrò preso le giuste precauzioni? E' necessario che io vada in quel determinato luogo rischiando di essere contagiata/o? Insomma, la vita in qualche modo ha preso una piega diversa.

Mi è capitato di parlare con amici e di sentire colleghi SIPEM raccontare la loro personale esperienza in questo momento cosi caotico, e ciò che mi ha sorpreso è stata la superficialità con cui alcune persone affrontano questo argomento: teorie complottiste secondo le quali il virus sia stato creato di proposito per colpire chissà quale potenza politica ed economica; i negazionisti, a parer mio i peggiori, che dopo solo quasi due mesi di Fase 2, si comportano come se i due mesi di Lockdown non siano mai esistiti. Li vedi andare in discoteca (ieri ho avuto modo di vedere un video a riguardo), li vedi riunirsi in massa rigorosamente senza mascherina e se hai la sfortuna di scambiarci due parole ti accorgi immediatamente che queste persone hanno davvero dimenticato quanto successo nel nostro Pese e nel Mondo.

"Ma cosa vuoi che sia, la gente muore tutti i giorni..il Lockdown non è servito a nulla, se dovessi preoccuparmi per ogni morto non vivrei più".

Questa è stata una frase che ho sentito al supermercato e che ha accartocciato ogni organo del mio corpo, così ho pensato di scrivere qualcosa rispetto a tutto quello che sta accadendo nelle persone, alle reazioni diverse. Perché, alla fine dei conti, sono reazioni.   


Depressione, Psicosi, Deliri Paranoici, Suicidi, Isolamento, Maniacalità, Rabbia, Frustrazione: queste sono solo alcune delle reazioni emotive che alcune persone affrontano nei momenti di crisi. Il Coronavirus non è soltanto un momento di crisi, per alcuni può essere la conferma che vi sia una minaccia esterna dalla quale difendersi; per altri può risultare come il momento adeguato per dare il via a tutta una serie di attività volte a spendere e spandere il proprio patrimonio, nel caso in cui la vita potesse terminare; per altri ancora può essere un motivo per porre fine alla propria esistenza.

Credo che molto abbia a che fare con l'effetto sorpresa di questo Virus, oltre che con la sensazione di impotenza che lascia in ognuno di noi, Razza Umana che il più delle volte si sente invincibile. 

Ciò che mi sorprende di più è la fatica con cui le persone chiedono aiuto. Generalmente sono i familiari o le persone care ad inviare la persona a farsi aiutare, qualunque sia la sua difficoltà, ma è difficile quando è il singolo a chiedere aiuto. Cosa penseranno i miei amici? La mia reputazione che fine farà? Sono malato? Perché devo raccontare i fatti miei ad un estraneo, ci sono i miei amici.

La resistenza al proprio benessere psicologico è ancora un'amara realtà. 

La figura dello Psicologo è fondamentale in questo momento di crisi mondiale, eppure ancora una volta è la figura professionale meno tenuta in considerazione. Le persone vengono inviate dallo Psicologo quando il dolore Psichico è acuto, non in via preventiva. O meglio, sono poche le situazioni in cui la persona che arriva non è in fase acuta, a meno che non vi sia dietro una reale e forte motivazione alla Psicoterapia, qualsiasi sia la causa scatenante. 

Credo il Coronavirus ci abbia insegnato molto: a prenderci cura l'uno dell'altro ogni giorno, sopratutto in quelle giornate dove tutto va male; ci ha insegnato che di fronte all'inaspettato dobbiamo rimboccarci le maniche e fare del nostro meglio, anche se il nostro meglio può non essere abbastanza per qualcun altro; ci ha insegnato a dare il giusto valore alle piccole cose e ad imparare a dedicarci il tempo necessario; ma, sopratutto, ci ha insegnato a fermarci. A respirare a pieni polmoni la vita. A vivere intensamente i momenti con i nostri cari. Ci ha insegnato ad avere il coraggio di dire un po' più spesso Sì a Sé stessi: hobby, sport, letture, musica, vi occupate di voi stessi ogni giorno o grazie al Lockdown avete ricoperto del tempo perduto? La mia domanda è: il benessere Psicologico rientrerà nei "MUST"delle singole persone o continueremo a pensare che il benessere mentale non sia così importante come andare dal Fisioterapista o come una giornata di Shopping sfrenato?


Chiediamoci perché il Lockdown ha portato del buono, perché con il Lockdown ci siamo accorti di essere persone con Emozioni, con Interessi, con Bisogni, e non solo robot dediti al lavoro. Domandiamoci perché molto spesso non ci fermiamo a capire cosa sta succedendo nella nostra vita, se siamo felici, se stiamo dando il giusto valore alle persone che amiamo, e se lo dimostriamo abbastanza. Chiediamoci, ancora, quanto mi amo? Me lo dimostro? se no, perché mi riesce cosi difficile amarmi?


Il Coronavirus non ci sta solo mostrando il lato vincibile e impotente della nostra razza, ma ci sta mostrando anche la incosciente superficialità con cui alcuni di noi affrontano la vita, le relazioni, sé stessi.


E TU, COSA VORRESTI MIGLIORARE E DI COSA INVECE SEI FIERO/A? Scrivimi! 

44 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti